«Ero un ragazzo di qui, e non sono mai diventato un uomo. Ero un ragazzo, e sono diventata una donna di qui.»

Adèle ritorna al suo paese d’origine, sull’altopiano. Lì conosce tutti, ma nessuno la riconosce. Perché Adèle un tempo era un ragazzo. Divenuta autista di scuolabus, trascorre un’esistenza a prima vista monotona ma in realtà inquieta e profonda come il lago vulcanico dove ama rifugiarsi. Il continuo confronto con l’irrequietezza degli adolescenti tiene vivo in lei il ricordo di una crescita complessa, di un’età delle scelte vissuta seguendo l’esigenza di sentirsi autentica. La ripresa del conflittuale rapporto con il fratello minore, l’innamoramento per un uomo che non dovrebbe piacerle e una tormenta che la costringe a passare ore reclusa con una scolaresca segneranno l’inizio di un nuovo capitolo della sua vita.
Con lirica asciuttezza e un’acuta sensibilità verso i più intimi moti del corpo e della natura, Emmanuelle Pagano racconta l’amore in tutte le sue declinazioni. Gli adolescenti trogloditi ci conduce così in un territorio in cui ogni sfumatura è un’avventura dei sensi e il compito di definire il proprio posto nel mondo è un temerario esercizio di libertà che non conosce fine.

Emmanuelle Pagano (1969) è autrice di una vasta opera narrativa salutata come una delle più originali e ambiziose della letteratura francese contemporanea. Ha studiato estetica del cinema e arti plastiche, e affianca alla produzione romanzesca frequenti collaborazioni con musicisti, pittori, coreografi e cineasti. I suoi libri sono tradotti in molte lingue e hanno ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Prix Wepler e, proprio per Gli adolescenti trogloditi, il Premio dell’Unione europea per la letteratura.

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