Julien Gracq

Libertà grande

  Brossura con alette
  ottobre 2021
  152 pagine     € 17,00
  isbn 9788831312066
  traduzione di Lorenzo Flabbi
«Era per noi soltanto che si accendeva fino al limite dell’orizzonte quella cannonata da fine del mondo, come una Waterloo di solitudini.»

In rari e preziosi casi, la potenza della letteratura è tale da far vivere il miraggio della perfezione. Lo si scorge come un miracolo sospeso, ad esempio, nella serie di poemi in prosa che compone Libertà grande, raccolta di testi vertiginosi pubblicata originariamente nel 1946 e poi arricchita per oltre un ventennio da uno dei maestri di stile del Novecento francese.
Attraversando deserti di ghiaccio, architetture trasfigurate dalla luce dell’alba e porti affollati di vele notturne Julien Gracq si abbandona a suggestioni dal sapore surrealista senza per questo rinunciare al nitore classico della frase cesellata né tantomeno a un gusto romanzesco capace di donare un afflato d’avventura a ogni paesaggio.
Diario di viaggi immaginari e taccuino di estasi letterarie, Libertà grande è una celebrazione, un inno, un incantesimo dove la lingua si dispiega nel suo massimo potere evocativo e la parola è l’orizzonte in cui gli esseri umani abitano il mondo.

Julien Gracq (pseudonimo di Louis Poirier, 1910-2007) è un autore cruciale del Novecento, la cui opera costituisce un autentico monumento letterario studiato e venerato da generazioni di lettori.
Scrittore “tardivo” e poliedrico, insegnante dalla puntigliosa precisione, critico spietato con una particolare avversione per gli esistenzialisti, negli anni Trenta si inserisce nel dibattito letterario sul surrealismo divenendo amico e sodale di André Breton. In seguito alla polemica scaturita dal suo plateale rifiuto del premio Goncourt (assegnatogli nel 1951 per La riva delle Sirti) si rifugia in un orgoglioso eremitaggio artistico tra Parigi e la sua casa di famiglia sulla Loira.
È stato uno dei pochi scrittori francesi a essere pubblicato nella «Bibliothèque de la Pléiade» ancora in vita. Alla sua morte ha lasciato migliaia di pagine da pubblicare solo dopo vent’anni dalla sua scomparsa.

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