«Ho voluto scrivere le cose che mi hai detto. Le storie, le fantasie, le immagini che la tua memoria ha scelto perché continuassero a esistere, nel suo lungo, oscuro lavorio. Questo libro non parla quindi di ciò che è accaduto, ma di ciò che tu hai vissuto. Di ciò che ricordo dei tuoi racconti intorno ai ricordi della tua vita. Non vi succede quasi nulla, ma si potrebbe anche dire che vi succede tutto.»

Una figlia si rivolge alla madre, ne raccoglie l’eredità di storie che appartengono a un’Italia non lontana nel tempo, ma già parte di un orizzonte mitico. L’infanzia tra le cascine del Piemonte, le preghiere al posto delle filastrocche, l’apprendistato alla vergogna e alla fatica, la passione del lavoro, la prima automobile, l’amore per un marito esuberante e fragile, per i figli inaspettati.
Procedendo per brevi capitoli che segnano tappe e incontri, La luce che pioveva illumina con sguardo acuto e partecipe il percorso di una donna e di un Paese in trasformazione. Un libro intimo che – incalzando il «tu» materno senza mai giudicarlo – narra alla seconda persona singolare l’avventura di un’esistenza normale.

Giuliana Zeppegno è nata in provincia di Torino nel 1980. Autrice di testi di scolastica, insegnante di italiano come lingua straniera e traduttrice dallo spagnolo, dal 2010 vive a Madrid, dove ha svolto un postdottorato in teoria della letteratura.
La luce che pioveva è il suo esordio narrativo.

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