«Non avevo valigie. Ero in un tardo pomeriggio di sudore e di scoiattoli agitati, puzzavo di detersivo. Ma avevo un fazzoletto, qualche banconota, i miei documenti e il mondo che mi accoglieva tutta nel suo profumo di uva imbevuta di sole.»

Una bambina cresciuta nell’incavo di un albero centenario, un enigmatico autostoppista «senza fissa famiglia», adolescenti che giocano alla morte sulle corsie di un’autostrada, una donna guarita che rivuole indietro il suo dolore, il mito di una ragazza che pare aver strangolato una volpe a mani nude. Il tutto poco distante da un lago che ha sommerso un intero paese, annegando nel paesaggio la memoria dei suoi abitanti.
Colti sull’orlo di un cataclisma imminente eppure atavico, i personaggi di Una volpe a mani nude si muovono in una periferia dell’esistenza fatta di zone industriali, strade statali, colline immacolate: angoli in cui il mondo sembra finire e dove la Natura irrompe con una grazia abbagliante.
Intrecciando i vari episodi tra loro come le caselle di un assurdo gioco dell’oca, Emmanuelle Pagano raccoglie le storie di un popolo di emarginati che rivendica sommesso il proprio diritto a esserci, in barba a una diversità che esiste soltanto nello sguardo dell’altro.

Emmanuelle Pagano (1969) è autrice di una vasta opera narrativa salutata come una delle più originali e ambiziose della letteratura francese contemporanea. I suoi libri sono tradotti in molte lingue e hanno ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Prix Wepler e, per Gli adolescenti trogloditi, il Premio dell’Unione europea per la letteratura. Con Una volpe a mani nude è stata finalista all’International Booker Prize 2020.

Cofinanziato dal programma Europa Creativa dell’Unione Europea.

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