«La ragazza di Angelika Klüssendorf è un’eroina dei nostri tempi.» Die Zeit

Cinque anni della fine di un’infanzia narrati in presa diretta attraverso flash folgoranti e mirabili tappe esistenziali. Una madre alcolizzata e violenta, il socialismo reale ormai agli sgoccioli in un’abbandonata provincia della Germania Est. Ma questa reiterata discesa agli inferi è compiuta sempre a testa alta: la ragazza non piange, non chiede aiuto, è forte. Con­trattacca o colpisce per prima, e nel frattempo conosce anche lei le goffe tenerezze dell’adolescenza, l’insopprimibile voglia di normalità, la fuga nella lettura e nella fantasia. Nel suo romanzo più celebrato, acclamato in patria e pubblicato finora in sette lingue, Angelika Klüssendorf ci consegna il ritratto di una cattiva ragazza in una periferia allo sbando. Un libro tagliente, duro, di disperata vitalità.

Angelika Klüssendorf (Roswitha-Preis 2004, shortlist del Buchpreis nel 2011 con La ragazza) è scrittrice e drammaturga. Riconosciuta dalla critica e dal pubblico come una delle voci più forti della recente letteratura tedesca, ha all’attivo raccolte di racconti con cui si è imposta quale lucida anatomista della vita quotidiana in grado di esprimere senza filtri o compiacimenti la violenza delle relazioni famigliari.

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