«Ti ricordi, sorella mia, di quel certo Maugraby, con il quale ci spaventavano quando eravamo bambine? Non ci dicevano sempre che se non avessimo fatto le brave il Maugraby sarebbe venuto a prenderci? È di questo Maugraby che vorrei sentirti parlare: se un tempo la sua storia mi faceva tanto paura, oggi trovo giusto essere risarcita dal piacere di ascoltarla, e non corro più il rischio che mi procuri brutti sogni.» La bella Sherazade, rendendosi conto che la curiosità della sorella non dispiaceva al sultano, si mise subito a raccontare quanto segue…

Buono il Maugraby non lo è stato neanche da bambino. Figlio di un sortilegio e servitore fedelissimo di Zatanai, al quale si è consacrato per naturale vocazione e brama di potere, questo mago sadico e affascinante, che con un sol colpo di bacchetta può scendere nelle viscere della Terra e trasformare gli umani in animali, si aggira sotto mentite ed efficacissime spoglie pronto a seminare panico e dolore ovunque posi piede. Il suo obiettivo? Incantare e rapire quanti più principi e principesse per farne schiavi e rampolli e assoggettare così l’intero pianeta. Uno dopo l’altro ha già messo in ginocchio i fatati e sgargianti regni di Persia, Egitto e Tartaria, ma presto o tardi anche il suo trono di terrore finirà per vacillare…
Pubblicate nel 1789, le storie de Il mago Maugraby fanno parte del prosieguo de Le mille e una notte al quale Jacques Cazotte consacrò i suoi ultimi sforzi letterari. Attingendo all’immaginario di quell’inesauribile fonte di narrazioni, Cazotte ha saputo inventare una Sherazade dalla voce roca, cantrice ed emblema di un Settecento inquieto.

Jacques Cazotte è stato uno scrittore, poeta e ufficiale della Marina reale francese.
Nato a Digione nel 1719, trascorse buona parte della vita in Martinica, dove iniziò a scrivere opere sospese tra l’esoterico e il sovrannaturale, fra le quali il celebre racconto Il diavolo innamorato, vero classico della letteratura fantastica francese che, nei secoli successivi, è stato appaiato ai migliori racconti di E.T.A. Hoffmann. Nel 1788, durante una cena tra illustri illuministi, profetizzò l’imminente rivoluzione e la morte violenta di tutti i commensali, compresa la propria. Fu ghigliottinato a Parigi nel 1792, durante il Terrore.

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