Bertolt Brecht

Dialoghi di profughi

  Brossura con alette
  maggio 2022
  160 pagine     € 17,00  € 16,15
  isbn 9791254760024
  Traduzione di Margherita Consentino rivista da Eusebio Trabucchi
Traduzione degli inediti: Marco Federici Solari
«È un bellissimo esercizio di igiene mentale leggersi i Dialoghi di profughi una volta l’anno, al minimo. Io sono incline a trattarli, diciamo così, come una specie di ricostituente ideologico. Sono, per la ragione, un po’ quello che era l’olio di fegato di merluzzo ai miei tempi. Ma all’olio di fegato di merluzzo, ormai, non ci crede più nessuno. Ai Dialoghi, invece, farebbero bene a crederci in tanti.»
Edoardo Sanguineti

«Una buona causa la si può sempre esporre anche in modo divertente», così afferma al tavolino di un ristorante della stazione di Helsinki il fisico Ziffel che, scappato dalla Germania nazista, ora passa una parte delle sue difficili giornate a dialogare con un altro esule tedesco, l’operaio Kalle. Mentre l’Europa sprofonda nell’incubo della Seconda guerra mondiale, i due discorrono degli argomenti più disparati, dall’Invadenza degli uomini importanti al Triste destino delle grandi idee, dalla Peculiarità della parola «popolo» al Metter radici, dalla Paura del caos al Pensare come piacere, in un irresistibile botta e risposta sempre sorretto dal gusto per la battuta e per il paradosso.
In quest’opera di limpida lucidità, composta nel 1940 durante l’esilio finlandese, Brecht mette a processo le sue stesse idee e offre un sarcastico repertorio delle contraddizioni dei sistemi politici. Ne nasce così un beffardo elogio del rifugiato che si leva come una risata di scherno contro tutti gli ottusi custodi delle frontiere.

Dopo oltre quarant’anni di assenza dalle librerie, i Dialoghi di profughi tornano in una nuova edizione per la prima volta integrale, arricchita di un intero capitolo e altri passaggi inediti.

«Di solito si dice invece che bisogna avere delle radici. Ma io sono convinto che le uniche creature che le radici le hanno davvero, gli alberi, preferirebbero tanto farne a meno, così potrebbero anche loro prendere il volo con l’aeroplano.»

Bertolt Brecht (1898-1956), poeta, narratore, drammaturgo e regista, con il suo «teatro epico» ha rivoluzionato i palcoscenici di tutto il mondo. Dopo essere stato protagonista della vita culturale della Repubblica di Weimar, nel 1933 lasciò la Germania all’indomani dell’incendio del Reichstag, continuando a combattere contro il nazismo con le armi dell’arte e dell’impegno intellettuale. Un lungo esilio lo portò in Svizzera, Francia, Danimarca, Finlandia e California. Nel 1948 ritornò in patria stabilendosi a Berlino Est. Autore di una vastissima messe di drammi, prose e poesie, la sua influenza sulla cultura contemporanea – dal lessico politico alla musica popolare – è incalcolabile.

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