«Se il mondo può scomparire in una scintilla, allora dobbiamo amare ancora più forte.»

Francia, primavera 1943. Gli echi del conflitto che sconvolge l’Europa intera arrivano attutiti tra le mura dello studentato della cittadina di Milon, dove il giovane Jean Tarendol si prepara a sostenere gli esami finali. Figlio di contadini e orfano di padre, sogna di trasferirsi in città per diventare architetto, finché un sentimento nuovo sopraggiunge a scombussolare la sua esistenza: l’amore per Marie, inavvicinabile figlia della direttrice della scuola femminile.
Ma proprio mentre la passione fra i due adolescenti esplode, una calunniosa denuncia alla Gestapo sconvolge la straniata sospensione di quei giorni di cortile e costringe Jean e alcuni suoi compagni alla fuga. È l’inizio di un periplo che, dopo un lungo girovagare, lo porterà finalmente a Parigi. La capitale è sconvolta dalle miserie dell’occupazione ma anche animata da un indomito spirito di resistenza e altruismo, ed è lì che, grazie all’intervento di uno strambo pittore, il fuggitivo riuscirà a trovare impiego in una tipografia.
Pubblicato nel 1946 e scritto nel pieno della Seconda guerra mondiale, Tarendol è il grande romanzo d’amore di René Barjavel, il più atipico e commosso dei suoi libri: ritratto di una società rurale scomparsa, in cui i sentimenti individuali si intrecciano alle tragedie della Storia e cercano il loro riscatto.

René Barjavel (1911-1985) è considerato il padre della fantascienza francese moderna. Scrittore, giornalista e sceneggiatore di numerosi film, in particolare quelli della saga di Don Camillo, con i suoi romanzi sul viaggio nel tempo, la fine del mondo e i pericoli della tecnologia ha conquistato milioni di lettori diventando oggetto di un culto intergenerazionale. Allergico alle ghettizzazioni letterarie, sosteneva che la fantascienza non fosse un genere, bensì «una nuova letteratura che comprende tutti i generi».
Di René Barjavel L’orma editore ha pubblicato la riscrittura del ciclo arturiano Il mago M., il classico del genere catastrofico Sfacelo, La notte dei tempi, il suo romanzo più famoso che da decenni compare regolarmente ai primi posti delle classifiche dei migliori libri di fantascienza di sempre, e Tarendol, una storia d’amore rimasta nelle coscienze collettive dei francesi anche grazie alla miniserie in quattro puntate che ne è stata tratta.

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