Condominio Oltremare a Book City, Milano.

A Book City, insieme ad Andrea Cortellessa e Giovanni La Varra, Giorgio Falco e Sabrina Ragucci raccontano uno dei non luoghi per eccellenza del nostro immaginario contemporaneo: la Riviera Romagnola.

informazioni

“L’Adriatico è un tipo. La Riviera, l’evasione, la vacanza e l’inverno secondo Giorgio Falco e Sabrina Ragucci”. Con Giorgio Falco, Sabrina Ragucci, Andrea Cortellessa e Giovanni La Varra.

In occasione dell’uscita di Condominio Oltremare (L’orma editore, 2014) Giorgio Falco e Sabrina Ragucci raccontano uno dei non luoghi per eccellenza dell’immaginario contemporaneo italiano: la Riviera Romagnola. Iniziando dall’inverno, ricordando l’estate attraverso frames per fotografie e scrittura, studiando la naturale, enigmatica estetica di edifici e paesaggi pensati appositamente per l’evasione, così presenti tra noi eppure così legati a un Novecento così finito e coi conti ancora così aperti. Saranno con loro Andrea Cortellessa, critico letterario e curatore della collana “fuoriformato” de L’orma editore, e Giovanni La Varra, architetto e docente di composizione urbana e urbanistica al Politecnico e all’Università Statale di Milano.

Il volume
Giorgio Falco, Sabrina Ragucci
Condominio Oltremare
Un concerto di narrazione e immagine che non segue un modello canonico ma fa la scommessa di fondarne uno tutto nuovo.

Sulla riviera romagnola, a due passi da un Adriatico di piombo, nel silenzio di gennaio, si trova il Condominio Oltremare. Le “seconde case” fuori stagione – allegoria lancinante di un presente assiderato, spoglio, eppure infinitamente enigmatico – attendono quiete, in solitudine, il ritorno dei loro proprietari.
Un quarantacinquenne in fuga da Milano ripercorre, a ritroso, vicende collettive ridotte a frammenti (l’arrivo degli «uomini delle berline nere», fra i quali Michele Sindona, che costruirono il petrolchimico di Ravenna e gli impianti balneari; la famiglia dei «tedeschi di Pomposa», che finì tra le vittime della Strage di Bologna) e si interroga su se stesso, sui genitori defunti, sulla comunità assente.
Fotografie non meno enigmatiche restituiscono la medesima sostanza feriale di questo tempo senza tempo. Non c’è autore, oggi, che quanto Falco interagisca con poetiche e prassi dell’arte fotografica. Le immagini di Sabrina Ragucci, sua compagna di sempre in questa e altre avventure, costruiscono una vera e propria traccia visiva, un “racconto” che non si sovrappone a quello scritto ma lo raddoppia in un controcanto di concretissima allusività. A.C.